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STORIA
Il termine Mesoamerica, indica l'area che comprende Messico, Guatemala, El Salvador, Belize e la sezione occidentale dell'Honduras, ove si ebbe la maggior densità di popolazione rispetto alle altre zone dell’America. La civiltà Mesoamericana è divisa in tre periodi:
  • Preclassico che ha inizio a partire dal 1800 a.C. Questo è il periodo culturale più antico, contraddistinto da una lenta evoluzione, dai villaggi agricoli alla prima grande civilizzazione: l’olmeca. Gli olmechi furono i primi a costruire centri cerimoniali, progettati per svolgere le celebrazioni religiose e militari;
  • Classico ha inizio a partire dal 200 d.C. ed è contraddistinto dall’evolversi delle grandi civilizzazioni urbane. I centri cerimoniali si moltiplicarono e le arti e le tecniche raggiunsero il loro splendore. È l’epoca in cui fiorirono tra l’altro le civiltà maya, zapoteca e di Teotihuacan;
  • Postclassico ha inizia intorno all’anno 800 e termina nel 1521, quando gli spagnoli conquistarono la capitale dell’impero azteca. Nei primi anni di questo periodo le più importanti città mesoamericane furono abbandonate o distrutte. Sorse il grande impero mexica che dominava gran parte del Mesoamerica agli inizi del XVI secolo, quando l’Europa e l’America entrarono in contatto. Le civiltà che si svilupparono in questo periodo sono quella Tolteca e Azteca.
In seguito all'arrivo degli spagnoli nel XVI secolo e alla distruzione del regno azteco nel 1521 il Messico divenne la colonia spagnola dal nome Nuova Spagna. La loro autorità massima era il viceré. Egli gestiva la politica, sorvegliava la giustizia e l’economia, era capo dell’esercito e doveva proteggere la Chiesa cattolica. La resistenza delle tribù nomadi di quell’enorme territorio rese difficile la colonizzazione stabile e le frontiere del nord della Nuova Spagna furono definite solo nel 1786. Contro le loro speranze, gli spagnoli non trovarono oro in grandi quantità, ma nel 1548 furono scoperte ricche sorgenti d’argento in varie zone. Il metallo produsse grandi ricchezze e fu la maggior fonte di guadagni per la monarchia spagnola. Nel contempo alcuni creoli iniziarono a riunirsi segretamente con lo scopo di rovesciare il governo del Vicereame. Nel 1809 una di queste cospirazioni fu scoperta nella città di Valladolid, l’attuale Morelia. Finalmente il 28 settembre del 1821 s’insediò una Giunta Provvisoria di Governo per redigere l’Atto d’Indipendenza e decidere il governo del paese.
Nel 1824, al secondo Congresso, non solo fu promulgata la Costituzione ma fu deciso da allora in poi che il Messico fosse considerato repubblica federale con il nome di Stati Uniti Messicani. La costituzione dichiarava che tutti i messicani erano uguali, che l’unica religione era quella cattolica e concedeva la libertà di stampa. Fin dai tempi del Vicereame, alcuni nordamericani avevano conseguito il permesso di stabilirsi nel Texas, che faceva parte della Nuova Spagna. Dopo l’indipendenza continuarono ad arrivare coloni statunitensi e col tempo giunsero ad essere più numerosi dei messicani. Essi però avevano un’altra cultura, parlavano inglese e non volevano essere soggetti alle leggi e alle imposte del Messico. Nel 1835 si dichiararono indipendenti. Purtroppo a causa degli dissidi tra messicani e statunitensi e delle continue dispute sul confine texano, nel 1846 gli Stati Uniti dichiararono guerra al Messico, con l’intenzione di occupare anche i territori della California; il conflitto si concluse nel febbraio 1848 con il trattato di Guadalupe Hidalgo, che assegnava agli Stati Uniti immensi territori a nord del Rio Grande; le frontiere assunsero l’aspetto attuale nel 1853, quando gli Stati Uniti acquistarono altri territori del Messico settentrionale. Tra il 1858 e il 1861 si scatenò una devastante guerra civile cagionata dalla non accettazione della Costituzione da parte degli ambienti conservatori che furono sostenuti dalla Spagna. La guerra, denominata “Guerra dei tre anni”, si concluse con la vittoria del fronte liberale, grazie anche all’aiuto statunitense.
 
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