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SITI MAYA
CARACOL:

È il più celebre osservatorio astronomico risalente al periodo Maya ed è datato 900 d.C. . Il termine Caracol che significa "chiocciola" gli fu assegnato per la particolarità di avere al suo interno proprio una scala a chiocciola che conduce ad un ambiente con sette aperture rettangolari che probabilmente servivano per le rilevazioni astronomiche come equinozi e solstizi. La struttura, edificata in più periodi, ha una forma circolare, tipica dell’architettura maya. Le quattro porte, situate in cima alla scalinata, sono posizionate in corrispondenza dei quattro punti cardinali. Le parti architettoniche in ogni caso non appartengono solo ed esclusivamente al periodo maya ma presentano anche influenze tolteche come la volta a mensola, i mascheroni, il serpente piumato e le teste di guerrieri.

PIRAMIDE di KUKULCAN:

La Piramide di Kukulcan venne chiamata dagli spagnoli Castillo per l'imponenza della sua struttura che vanta nove terrazze sovrapposte e quattro scalinate, ciascuna in corrispondenza dei quattro lati che conducono al tempio. All'interno della piramide, durante un restauro, venne ritrovata un'altra piramide più piccola, risalente al periodo tardo-classico. Anch'essa era coronata da un tempio nel quale vennero ritrovati due importanti sculture: un Chac-mool, che probabilmente fungeva da altare sacrificale, e il "Trono del Giaguaro Rosso". Sulle pareti della piramide principale ci sono affreschi che riproducono momenti di vita tolteco-maya. Nella parte superiore c'è il simbolo del dio del cielo Quetzatcoatl. Molti archeologi ritengono che la piramide non sia altro che la ricostruzione in pietra del calendario maya, per tre diversi motivi:
  • Le quattro scalinate hanno ben novantuno gradini; se li sommiamo tra loro e poi aggiungiamo anche la piattaforma sulla sommità otteniamo il numero trecentosessantacinque ossia i giorni dell’anno;
  • Ciascuna facciata ha cinquantadue pannelli lisci e altrettanti sono gli anni nella Ruota del Calendario;
  • Le nove terrazze sono divise da una scalinata centrale tale da formare diciotto terrazzi quanti sono i mesi maya nell'Anno Vago.
Inoltre, è possibile vedere, grazie ad un gioco di luci, sul lato della scalinata nord, un'immagine simile ad un serpente. La piazza sottostante, delimitata da mura, conserva un enorme sferisterio, alcune basse piatteforme o "teatri" e una strada rialzata che conduce, al cenote sacrificale.

IL TEMPIO DEI GUERRIERI:

Il tempio dei Guerrieri è delimitato da colonne che, anticamente, sorreggevano le volte di lunghe sale di riunione. Alcuni dei pilastri hanno la forma di serpenti piumati con bocche aperte e code aizzate; altri ripropongono la figura del Chac-mool, un uomo semisdraiato con le mani sul ventre che regge un piatto per la raccolta di cuori umani, altri ancora sono raffigurazioni di guerrieri armati, giaguari in caccia e atlanti che sorreggevano probabilmente altari.

SFERISTERIO:

All’interno del Sferisterio veniva praticato il gioco del Pok-a-Tok ossia il gioco della palla. Il campo da gioco era la Terra e la palla il Sole perciò se la palla cadeva era come se venisse impedito al Sole di risorgere dalle Tenebre. Per questo motivo il giocatore colpevole doveva essere sacrificato. I gioco prevedeva che si sfidassero due squadre formate da sette giocatori ciascuna; i giocatori dovevano far passare la palla negli anelli utilizzando i gomiti, i polsi, le cosce e le mani. La palla, fatta di cauciù, pesava più di cinque chilogrammi per cui la vittoria era dura da raggiungere. Qualora uno dei giocatori fosse riuscito a fare un punto aveva diritto a tutti i vestiti e gioielli degli spettatori. Alle estremità del campo ci sono due templi uno dedicato al Sole e uno alla Luna.

TEMPIO DELLE TIGRI O DEI GIAGUARI:

Il tempio delle Tigri ha una forma quadrata e piramidale con un porticato sostenuto da grosse colonne all'interno delle quali ci sono delle sculture di felino simile al famoso Trono del Giaguaro Rosso. La struttura si compone di due parti: il basamento, costituito da una sola stanza, e la parte superiore, caratterizzata da un tempio decorato con dipinti raffiguranti scene di guerra.
 
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